Una delle cose che più incidono sul tuo apprendimento e sulla tua crescita personale è quando ti  senti inadeguato.

Perché ti senti cosi’?
Come riuscire ad eliminare questo stato negativo?

Perché c’è questa cosa che ti fa sentire inadeguato

Uno dei fattori determinanti è l’impotenza appresa.

Partiamo da una storiellina semplice:

 

"Un papà porta suo figlio al circo.
Il bambino viene colpito da un grosso elefante:

nota infatti la grandezza della creatura (che se è grande per un adulto, figurati per un bambino), immagina la sua forza e potenza.

Nota però che prima e dopo lo spettacolo, l'elefante è legato con una catena ad un paletto nel terreno.

E allora chiede al papà:
"perché incatenano l'elefante?"

Papà risponde:
"perché è ammaestrato" (....!)

L'elefante potrebbe staccare il paletto in un attimo ma non lo fa e questo crea molta curiosità al bimbo, che naturalmente chiede spiegazioni al genitore.

Papà spiega che l'elefante viene incatenato fin da piccolo, quando per davvero non sarebbe in grado di scappare perché non ha ancora la forza sufficiente.

Crescendo e vivendo sempre in quel modo, non riesce a aumentare la sua consapevolezza, quindi non conosce la sua vera forza."

 

Fine storia triste.

Cosa significa?

Con sfumature diverse, il sentirsi inadeguato spesso dipende proprio dall’impotenza appresa, che lavora sul contesto e sulla paura.. e questi fattori ti portano

  • alla rinuncia
  • alla non-azione

ancora prima di metterti in gioco.

L’elefante nemmeno ci prova più a scappare, non si pone più il problema, ormai è rassegnato..
ti sei mai sentito cosi’?

O meglio, ti hanno mai fatto sentire cosi’?

E il fatto di pensare se ti hanno mai fatto sentire cosi’ NON è un declinare le responsabilità ad altri, MA capire la situazione e valutare lo schema.

Com’è sentirsi inadeguato?

Per ognuno di noi è un’esperienza diversa, ma se tracciamo delle line comuni, significa sentirsi

  • stupido
  • lento
  • ansiosi
  • bisogno di andare più veloce
  • stressato
  • confuso
  • frustrato

..paura di non essere accettati (riprova sociale).

Insomma, le giuste basi per il massimo apprendimento, no?

E i risultati non ricadono solo nell’occasione in cui ti senti cosi’:
purtroppo è molto probabile che anche la volta successiva (e non solo) percepisci le stesse sensazioni.

Il compito successivo è più difficile da affrontare perché l’autostima è più bassa, la percezione di se stessi è peggiore.

Si pensa di non avere le capacità per riuscire.

Qualcuno percepisce anche un vero e proprio senso di colpa.

Il contesto che ti fa sentire inadeguato

E’ quando ti trovi di fronte a test o obiettivi impossibili da raggiungere.

Ti vengono imposti involontariamente o meno.

-Nel primo caso è palese l’incapacità e l’inadeguatezza del ruolo di chi lo propone.

-Nel secondo caso, lo scopo non è mai positivo (per te).

Chi ti crea un percorso del genere di solito lo fa per tagliarti fuori dai giochi, convincerti a licenziarti.

Non rientra nei casi in cui i percorso è studiato per metterti alla prova, farti rendere al massimo e alla fine farti ritirare il premio.

Di solito c’è un doppio interesse:

  1. sfruttarti (e non farti rendere) al massimo
  2. creare un gioco di potere

e il gioco di potere consiste nel tenerti per le palle e gestirti al meglio perché si gestisce più facilmente chi ha un livello di autostima più basso.

Altro fattore determinante è la mancanza di comunicazione.

Sei impossibilitato a comunicare con gli altri membri del gruppo, oppure si crea un ambiente talmente competitivo che li vedi tutti come avversari.

Dividi et impera.

Sei tu stesso a gestire un gruppo?

Non sto qui a farti il pippone sul teamwork e sui benefici del lavoro di squadra, se lo fai di lavoro dovresti già saperne abbastanza.. è il tuo lavoro.

Spero che non rientri in quei casi in cui ne hai sentito parlare solo durante uno di quei workshop motivazionali farcito di luoghi comuni.

Uno di quei corsi che hai fatto perché dovevi farlo.

Le basi fondamentali (ma troppe poche volte messe in campo) sono note:

il tuo ruolo non è qualcosa che imponi.

Lo costruisci giorno dopo giorno

  • con l’esempio
  • l’ascolto
  • mettendoti in discussione per primo
  • nella presenza al momento del bisogno..

è cosi’ che diventi un punto di riferimento.

Il punto di riferimento che il gruppo ricerca e che riconosce come leader rispetto al contesto specifico.

Nel mondo del lavoro, troppo spesso invece si vedono figure che si impongono a mò di Faraone de noaltri, usando quasi sempre il bastone piuttosto che la carota:

si installa un clima di paura facendo leva su possibili licenziamenti, minacciando orari assurdi e l’assenza di permessi.

Perché si agisce cosi’?

Perché è più facile e porta risultati, nel breve termine.
Quando il turnover del personale diventa costante, che tipo di risultati e vantaggi si ottengono?

Ps.
non è strano che i luoghi di lavoro che utilizzano questi mezzucci son proprio quelle che non navigano acque tranquille.

Stanco di sentirti inadeguato?
4 punti per riconoscere e uscire dal gioco.

  • 1

    Capire che il gioco è truccato

    Stai giocando con delle regole che ti portano sicuramente a perdere.
    Ricorda che lo scopo non è metterti alla prova ma farti abbassare la testa.
    Osserva e analizza le regole e chiediti se sono sbagliate oppure è gestito male per incompetenza.

  • 2

    Come ti fa sentire?

    Ricorda che uno dei compiti di chi gestisce il gruppo è favorire un ambiente sano.
    Altrimenti, se non è in grado, digli da parte mia che è il caso che dia le dimissioni, magari per partire a piedi verso il Kamchatka.
    Ascolta le tue sensazioni e se ti senti inadeguato, autostima sempre più bassa, sensi di colpa.. è probabile che ci sei dentro.

  • 3

    Tu non sei il tuo ruolo

    Esci dal giochino egoico di confondere chi sei con quello che fai.
    Non sei un venditore. Fai il venditore.
    Non sei una commessa. Fai la commessa.
    Non sei un avvocato. Fai l'avvocato.
    Questo ti permette, una volta a casa, di toglierti quei panni e di dedicarti ai tuoi cari.

  • 4

    Mai dare il potere agli altri

    Lavora sulle tue emozioni, non dare il potere agli altri di farti sentire che vali poco.
    E' importante che ti crei un contesto formato di persone costruttive, scambi con loro idee, pareri e spunti.
    Cerca di vedere la situazione negativa da spettatore, come un osservatore che si trova fuori dal contesto.
    Il distacco, seppur minimo, è fondamentale.

Conclusioni

Perché ho scritto questo articolo?

Perché è dalla notte dei tempi che ripeto che il contesto è fondamentale.

Non solo per capire quale tecnica applicare e come applicarla.
Soprattutto per capire come l’ambiente incide sul tuo modo di essere, agire, ragionare.

Dopotutto, se ti senti (o ti sei sentito) inadeguato, quanto forte è lo stimolo ad imparare e voler crescere?

Quando ti trovi con l’autostima alle ginocchia, quanto ti serve conoscere una tecnica di memoria?

Ti sei mai trovato in situazioni del genere?

Commenta qui sotto e dimmi cosa ne pensi.

Ps.

Questo articolo è complementare a

https://apprendimentocompleto.com/teamwork/difficolta-a-imparare-hai-un-compagno-di-s-ventura/

 


Ale
Ale

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