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Coaching e apprendimento: a cosa ti serve e perché ti è utile?

Coaching e apprendimento sono fondamentali e importanti da utilizzare assieme:

continua a leggere e scopri perché

Conoscere ed utilizzare delle tecniche senza avere un percorso ben chiaro in mente tende a crearti confusione e incertezza.

Soprattutto quando parliamo di tempo e risultati.

Ad esempio, a seconda della materia, può essere utilizzata la stessa tecnica ma con contenuti e modi diversi.

Cos’è il coaching

Ansia, paure, difficoltà: i limiti del coaching

Un esempio

L’errore è un’informazione

Un’utile checklist per chiarirti la situazione e ottenere degli spunti


Il coaching è uno dei primi step del Metodo Apprendimento Completo


Il Coaching é una strategia di formazione che serve a stabilire un punto di partenza e una direzione in base alle proprie capacità e strumenti.

Il coaching opera nell’area del comportamento:

Prima a capire che strada intraprendere

Poi ti segue per farti mantenere quella direzione.

Per questo è importante unire coaching e apprendimento.

Senza disciplina, impegno e costanza non si va da nessuna parte.

Ansia, difficoltà di concentrazione o piccole paure?

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Prima di tutto bisogna fare una distinzione netta tra disagi leggeri e importanti:


se ad esempio soffri di ansia, piccole paure e difficoltà di concentrazione, stiamo all’interno di un certo ambito.

In questo caso il binomio coaching e apprendimento è molto efficace.

Se le situazioni sono più particolari, come ad esempio gli attacchi di panico, rientriamo nell’area di competenza di uno psicologo e stiamo parlando d’altro.

Non bisogna mai sottovalutare nessun sintomo, compreso l’ansia.

Il dolore è soggettivo e chi lo prova va ascoltato, rispettato e aiutato


Nel lavoro o nello studio, poco cambia.

Facciamo un esempio:

Laura vuole imparare le tecniche di apprendimento veloce perché ogni volta che gli esami si avvicinano, soffre di ansia, a volte al punto di non riuscire a dormire.


Se non dorme durante il giorno, fa difficoltà a concentrarsi, di quello che studia capisce poco e ricorda meno.

E l’ansia quindi cresce.

Ma lo stesso esempio può essere inserito in un ambiente di lavoro:

quante persone conosci che soffrono d’ansia a lavoro?

Scadenze, presentazioni, obiettivi, aggiornamenti da studiare e poco tempo a disposizione.

Può servire imparare una tecnica di memoria?

Probabilmente si’, ma è più utile fare un passetto indietro e intervenire sulla propria ansia.

Prima si capisce a che livello si esprime l’ansia e le possibili cause:

aspettative di Laura, dei genitori, paura della critica, difficoltà ad organizzarsi e accumulare il lavoro da svolgere, procrastinare…

Poi si lavora sull’ansia stessa con delle tecniche di PNL o tecniche di rilassamento specifiche o energetiche.


Tanto per citarne qualcuna.

Diciamo che già individuare la fonte dell’ansia, darle un contesto e limitarla ad un’area specifica è già un bel passo in avanti.


Un’altra parte importante del processo è rendere consapevole che è Laura stessa a generare l’ansia e ne può acquisire il controllo.

L’ansia va eliminata?

NO!

Toglieresti la spia della benzina alla tua auto?

L’ansia è una spia che qualcosa deve essere messo apposto.

Può essere che quel segnale faccia parte di “cose vecchie”:

bene, se è una spia che serviva nel passato e ora non è più utile, basta fare l’aggiornamento del software 😉

Per qualcuno l’ansia fa parte del processo di motivazione, se non sente l’ansia non si mette in moto.. tanto per fare un esempio.

Qualcuno per dare il massimo deve percepire un livello più o meno intenso di stress..

Il primo step è di fare un pò di pulizia e chiarezza.

L’errore va considerato per quello che è: un’informazione, un feedback

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Una delle cose che più blocca le persone è la Paura di sbagliare, la paura di fare degli errori.

La  paura di sbagliare è uno dei blocchi più potenti.

E una soluzione molto efficace è proprio inserire un percorso specifico di coaching nell’apprendimento.

Anche in questo caso bisogna valutare il caso specifico, perché potrebbe essere un’elaborazione personale o una dinamica ambientale.

Cosa intendo per dinamica ambientale?

In ufficio, se sbagli qualcosa, il responsabile calca troppo la mano.

In un gruppo di lavoro potresti incontrare la tipica persona che evidenza gli errori in maniera esasperata, salvo poi dimenticare per strada i successi.

Non FAI bene una cosa cosa e pensi di ESSERE incapace, inadeguato.

Una delle prime cose da capire per sciogliere la matassa è che bisogna distinguere tra:

  • la persona, con tutte le sue caratteristiche interiori e..
  • il comportamento nell’ambito specifico

Per migliorare il proprio apprendimento, ci si focalizza sul comportamento specifico, si scopre cosa non va e cosa può essere migliorato e si interviene di conseguenza.

La checklist

E’ utile utilizzare una sorta di check list per avere più chiara la situazione.
Ti inserisco una lista di spunti suddivisi per categorie, che probabilmente già conosci e che naturalmente può essere integrata.
Logicamente le categorie non sono isolate tra loro, ma interdipendenti.

Puoi usare questa check list nel lavoro o nello studio, se le domande fanno riferimento al lavoro di gruppo e tu sei solo, basta che adegui la domanda, l’effetto è lo stesso.

Se hai qualche dubbio, contattami pure o scrivi un commento a fine articolo.
Le categorie che ho scelto sono:

Motivazioni
Strumenti
Ambiente
Relazioni

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Motivazioni

  • in una scala da 1 A 10, dove 10 è il punteggio più alto, qual è il livello di preparazione?
  • gli obiettivi sono chiari?
  • tutti li conoscono?
  • tutti li condividono?
  • esistono difficoltà evidenti nel gruppo?
  • le difficoltà sono relazionali, cognitive o di altra natura? In cosa consistono?
  • quali sono le difficoltà che emergono e quali sono le dinamiche che le creano?
  • quando i compiti vengono svolti al meglio, cosa succede perché ciò accada?
  • cosa significa quando qualcuno dice di non capire? In che modo elabora le informazioni?
  • quando spieghi qualcosa a qualcuno tieni conto delle differenze cognitive? in che modo?

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Strumenti

  • che strumenti hai a disposizione?
  • vengono utilizzati mezzi tecnologici?
    quali?
  • tutti i presenti sanno utilizzare le mappe mentali e concettuali?
    conoscono la differenza?
  • conoscono le tecniche di memoria?
    se si’, quali?
  • vengono usate in aula tecniche di rilassamento?
  • sono state insegnate tecniche di lettura veloce?
  • quanto spesso viene integrato il pc nello sviluppo delle ricerche e dello studio?

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Ambiente

  • l’aula/ufficio ha una disposizione favorevole all’apprendimento?
  • avresti bisogno di uno spazio diverso?
  • se si’, di che tipo di aula avresti bisogno?
  • la struttura è nuova o ha bisogno di manutenzione?
  • lo stato dell’aula/ufficio invoglia o demotiva?
  • la struttura dell’aula/ufficio e i suoi componenti facilitano rapidi spostamenti?

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Relazioni

  • che tipo di relazioni ci sono tra i colleghi?
  • che tipo di relazione intercorre tra te e i colleghi?
  • qualcuno tende ad isolarsi?
  • se e quando crei i gruppi, i componenti tendono a stare sempre con le stesse persone?
  • ci sono tensioni tra le persone? costanti oppure occasionali?
  • quando crei i gruppi, i risultati sono soddisfacenti?
  • la struttura delle sessioni e il metodo di valutazione, favoriscono la competizione o la collaborazione?

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Questa lista è solo un esempio e le domande che ho inserito hanno anche lo scopo di generarne altre.


In base al contesto e alla tua esperienza, costruisci la tua lista personale, magari con la collaborazione di tutto il gruppo:


è un ottimo esercizio di consapevolezza e responsabilità per ogni componente.

Mi ripeto, a seconda del contesto in cui operi, cerca di adattare le domande alla tua situazione.

Buon lavoro!

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